In macchina ammazzo il tempo sentendo la radio. Qualche volta va bene, qualche altra meno. Qualche giorno fa, su Radio Sole 24 Ore, verso le quattro del pomeriggio, mi sono imbattuta in un conduttore che stava facendo una considerazione molto personale. Intrattenendo il pubblico, con grande disinvoltura ha descritto un episodio che gli era capitato la mattina e che lo aveva messo di buon umore. Pare, purtroppo per lui, che la sua giornata non fosse cominciata al meglio, ma all’improvviso, alla fermata di un autobus, ha avuto una visione da incanto: ha visto due ragazze che si baciavano. Ma lo facevano in modo molto semplice (non ricordo se fosse proprio questo l’aggettivo usato, ma il concetto era chiaro: in modo pulito, onesto, diciamo). Questa vista lo ha riempito di consolazione, tanto che ha ribadito il concetto (l’immagine graziosa e benefica) una seconda volta.
E noi che andiamo appresso alle vicende personali di Berlusconi! E che speriamo, se siamo di centro-sinistra, che la sua fine politica sia determinata dalla disinvoltura delle sue frequentazioni! Non mi pare, anche se posso sbagliare, che le trasmissioni di Radio Sole 24 Ore siano particolarmente benevole verso il presedente del Consiglio. Che anzi viene trattato con molta sufficienza e sdegno morale. Sdegno morale? Ma come? Una radio che trasmette gratuitamente ed allegramente una sponsorizzazione dell’omosessualità in pieno pomeriggio (non essendo per di più quella una radio nata per il condizionamento dei comportamenti sessuali), che criteri ha per mettere alla berlina la vita privata di un qualsiasi cittadino? Quale sarebbe la morale di riferimento? Viene da pensare che, per certi ambienti mondanamente benpensanti, se Berlusconi avesse frequentato ragazzi la cosa avrebbe avuto un esito diverso.
La leggerezza, la noncuranza, la semplicità amorale con cui l’intrattenitore di Radio 24 si esprimeva, davano alla trasmissione un tono di grande naturalezza. Come se le cose che affermava fossero ovvie. Il giornalista non aveva evidentemente contemplato la possibilità che qualche ascoltatore potesse restarci male. Che qualche cattolico o ateo devoto potesse avere qualcosa da obiettare. E invece no, caro signore. Caro signore che non so come si chiami. No. Ed è davvero strano che Confindustria mantenga persone che esibiscono le proprie convinzioni sessuali, molto minoritarie, come se si trattasse della quintessenza del retto vivere e del retto operare. Come se il campo sessuale fosse esente da valutazioni morali. Come se le scelte sessuali fossero tutte sullo stesso piano ed avessero quindi tutte lo stesso valore.
Confindustria non ha di meglio da fare che sponsorizzare morali sessuali alternative? Oppure fa come la Lehman Brothers che, prima di fallire, usava i soldi dei clienti per promuovere l’omosessualità in Asia?