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Scusate, abbiamo scherzato!

(da Il Tempo, 26-12-2010)
Ops! Un errore. Scusate. No, anzi, non scusate per nulla, abbiamo commesso un errore e basta. Se mettiamo in conto di pagare per l’errore commesso? Ma vogliamo scherzare? Da quando in qua gli errori si pagano?
E’ vero. Gli errori si pagano solo nel mondo normale. Nella realtà del lavoro, della famiglia, della salute. Non si pagano gli errori commessi in un mondo virtuale. Lì si dà per scontato che si sta giocando e che, quindi, al massimo, si perde la partita e si ricomincia daccapo.
Qual è il gioco in questione? Quello degli apprendisti stregoni dell’Unione Europea. A Bruxelles hanno deciso di riprogrammare la storia e la natura dell’Europa. Di cristianesimo non si vuole più sentir parlare. Per giocare a questa partita, per rifare gli europei ad immagine di un, diciamo così, “ideale” anticristiano, ci si serve di tutto. Perché, si sa, se si vuole che i progetti riescano bisogna essere precisi, metodici. E prepararsi, anche, a fare a tappeto un’opera di persuasione occulta.
Non è bastato negare l’evidenza. Non è bastato fare quadrato intorno all’ammissione di un fatto. Non è bastato annullare l’anima cristiana dell’Europa nei trattati. Quando si è trattato di scrivere una costituzione europea, come matrice unificante del continente sono stati in un primo momento evocati i “Lumi” (programmaticamente anticristiani), poi ci si è spinti fino ad accennare ad una generica dimensione religiosa evitando accuratamente di scrivere e pronunciare la parola da bandire: cristianesimo.
Con la stesa logica, passando alla programmazione dei dettagli, è stata promossa una massiccia diffusione di meravigliose agende multiculturali. E siccome la Commissione europea fa sempre le cose in grande, sono state stampate e distribuite 3 (tre!) milioni di copie in ventunmila scuole di tutti i paesi dell’Unione. Il costo? Una bazzecola: 5 milioni di euro. Queste agende svelano il vero volto, la missione profonda, del cosiddetto multiculturalismo: farla finita col cristianesimo. Ai ragazzi delle 21.000 scuole vengono segnalate tutte ma proprio tutte le festività religiose delle varie religioni. Tutte meno quelle cristiane: di Pasqua e di Natale neanche l’ombra. Normalmente queste operazioni di persuasione occulta filano lisce. Questa volta però qualcuno se ne è accorto. Sono stati, guarda caso, i vescovi inglesi. Quegli eurofobi degli inglesi. Hanno protestato e a quel punto è esplosa, come ovvio, la questione. Questo sarebbe il multiculturalismo? La Commissione risponde prontamente: è stato un errore.
Da questo errore si può trarre un’utile lezione: la sinistra di matrice gnostica, italiana come europea, ricorre ad ogni mezzo pur di eliminare il cristianesimo. Nel nostro piccolo, nel 2004, la regione Campania, all’epoca sotto i fasti della gestione Bassolino, aveva anch’essa pubblicato e diffuso nelle scuole (e dove sennò?) una cosiddetta “Agenda della Pace” dalla quale era scomparso ogni riferimento alle festività cristiane. No a Pasqua, Pentecoste e Natale; sì all’egira ed al capodanno cinese. Adesso l’Italia berlusconiana protesta. Frattini sembra intenzionato a riportare anche in Europa la normalità delle cose: chi sbaglia paga.
Buon Natale.